Julia Von Troschke, 2003 la teoria degli insiemi mixed media_canvas 115x150cm
Sì, i miei connazionali apprezzano la Germania, nonostante ne critichino la cucina, la lingua, il clima. La Germania e i tedeschi sono sempre stati visti attraverso dei clichè ben radicati, a partire dagli anni ‘20, o forse ancora prima. Non bisogna dimenticare che fin dall’inizio del Novecento molti Italiani sono partiti dalle loro povere regioni (in particolare dal Sud) per andare a lavorare nelle miniere e nelle fabbriche tedesche, lasciando la loro famiglia, le tradizioni, la loro cultura. Oggi gli Italiani residenti in Germania sono l’1% della popolazione, cioè 800.000 persone circa.
Le discussioni intorno alle partire di calcio sono dei perfetti esempi di questo rapporto di amore-odio tra i due popoli. In occasione degli ultimi Europei di Calcio un articolo piuttosto polemico, pubblicato dal settimanale tedesco Der Spiegel, ha causato delle reazioni accorate e provocato un piccolo “caso”. Nell’articolo, il giornalista riassumeva in poche parole tutti gli stereotipi che i tedeschi hanno sugli Italiani (maschilisti, fannulloni, interessati solo alle macchine e alle belle donne…) per chiosare una partita di calcio tra i due paesi.
Oltre a questo, da qualche anno a questa parte, la Germania è letteralmente presa d’assalto dagli Italiani che, durante il periodo dell’Avvento, si precipitano in una qualsiasi città di questo grande paese per abbandonarsi allo shopping compulsivo nei famosi Mercatini di Natale. Rientrando nelle loro case, potranno magnificare il loro viaggio alla scoperta delle tradizioni del Natale tedesco, regalando cioccolatini, biscotti di pan di Spezie, decorazioni per l’albero… Le agenzie organizzano dei viaggi da quasi tutte le città del Nord-Italia per scoprire diversi mercatini, come se fossero l’ottava meraviglia del mondo! Ma non voglio negare l’atmosfera di festa e di convivialità che si respira in queste occasioni e soprattutto la possibilità di assaggiare le specialità culinarie che, malgrado gli stereotipi italiani (e anche francesi) fanno venire l’acquolina in bocca.
Julia Von Troschke
2007, «Germany-Italy», mixed media
Quando mi capita di vedere degli italiani abbronzati, con occhiali da sole e capelli ingellati, e la « Gazzetta » sottobraccio, penso ad un’intelligente installazione di una giovane artista di origine tedesca residente a Milano, Julia Von Troschke . L’opera, presentata alla mostra collettiva « Allarmi », si interroga sugli stereotipi reciproci di questi due popoli. Come per un’indagine sociologica, Julia ha chiesto a tedeschi e italiani di descrivere l’altro attraverso degli aggettivi. Poi ha fatto una lista di parole che ha cucito su alcune magliette bianche. Mi sono divertita a leggere gli aggettivi che descrivevano gli italiani: « tradizionalisti », « cattivi soldati », « abili con le donne », « pigri », « appassionati d’arte », « solari », « estroversi », « sicuri di se stessi ». Una bella raccolta di luoghi comuni che, come tali, contengono un pizzico di verità. Accanto, l’artista presentava una tela con la carta dell’Italia sulla quale aveva cucito le strade da lei percorse.
Quest’opera mi è parsa subito profonda e allo stesso tempo ne ho amato l’ironia: ci parla in maniera quasi ludica di un argomento quotidiano per chi abita in un paese straniero e deve convivere con degli stereotipi. Anch’io ogni tanto, in Francia o in Germania, mi diverto a calarmi nel ruolo dell’italiana, nonostante non mi ritenga particolarmente patriottica.